Stay hungry, stay foolish

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Finalmente un po' di sole: se ne sentiva il bisogno davvero. Così come si sente il bisogno dell'estate, delle vacanze! Che voglia di fuggire via, magari verso luoghi lontani...

"Portate sempre innovazione", scriveva Gloria qualche giorno fa sulla pagina facebook di Allinsù e cosa apre la mente, dà spunti, fa crescere intimamente meglio del viaggiare?

Viaggiare.

È necessario trovare scuse per viaggiare? No, forse è necessario trovare buoni motivi per non farlo.

Il viaggio, nella sua implicita, continua, dimensione metaforica, costringe l’individuo a modificarsi, a confrontarsi con l’alterità -antropomorfa o meno che sia- e,  così facendo, a crescere. E la crescita è propria della natura umana, è cifra peculiare del suo essere, indipendentemente dal fatto che egli lo faccia consapevolmente o voglia farlo.

Chiunque sia affascinato  dalla vita in ogni sua manifestazione, anche le più dolorose, o innamorato sia dell’entusiasmo che può suscitare un incontro inatteso, sia della familiarità che talvolta si ritrova in realtà tanto distanti da quella conosciuta; chiunque sia inebriato dallo straniamento che nasce dalla percezione consapevole che esistono reazioni infinite ad una medesima situazione o semplicemente voglia sempre scoprire cosa si celi dentro ad un cunicolo e al di sopra di una scala, sa, senza dover neppure porselo come quesito, quale sia la sua natura.

 Il viaggio diventa allora una condizione necessaria perché risponde al bisogno di sapere, di conoscere, di sperimentare. Divorare la vita ed agire per modificarla, o meglio duivorare la vita per poter poi agire su essa e modificarla.

 Il titano Kronos che divorava i suoi figli è l’immagine più loquace del tempo che inesorabilmente si consuma.

Agli uomini la scelta se essere Kronos o i minuti che, impotenti, si fanno consumare.