C'era una volta (Parte 2)

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I preparativi per lo spettacolo conclusivo furono lunghi e difficoltosi. Le Tre fatine si adoperavano per preparare gli abitanti, i quali alternavano momenti d’ansia profonda ad istanti di delirante eccitazione. Fortunatamente, però, le organizzatrici potevano contare sulla loro inventiva, poiché con forbici, stoffe, ago e filo erano assolutamente insuperabili! Gloria, intanto, supervisionava dall’alto i lavori, dando indicazioni, consigli e direttive. Ad un certo punto, però, l’istinto a tornare nel Paese Incantato fu più forte della necessità di riposo. Presa la splendida erede, Gloria si diresse ad Allinsù, dove tutti la attendevano. Quando aprì la porta e introdusse la bambina, cadde il silenzio: meraviglia! Era una delle più belle creature che avessero mai visto. Sembrava un disegno…

Gloria riprese il suo posto, senza però congedare le Fatine prima convocate. Troppo c’era da fare, infatti, e la sua forza non era ancora sufficiente.

I mesi passavano, le coreografie erano quasi pronte, gli incantesimi per la preparazione erano numerosi, ma la magia che ci si aspettava dallo spettacolo era maggiore. E già si vedevano i primi risultati dell’impegno: gli abitanti erano entusiasti e si applicavano con dedizione, migliorando notevolmente –tra un ballo in maschera ed un appuntamento in pigiama-, e fremevano attendendo la data fatidica… Tutto procedeva ottimamente fino a quando si presentò un serio problema: sul luogo dove si sarebbe dovuto tenere il saggio era stato gettato un incantesimo… Horribile visu!

Il teatro era praticamente impraticabile. Prima che il villaggio e la sua Regina cadessero nello sconforto, comparvero due Troll, belli da morire e vivacissimi –Troll che per verosimiglianza storica chiameremo Luana e Denise.

“Ah, ah, ah, Gloria, non demordere: ci siamo qui noi! Io e la qui presente collega, nonché amica, nonché geniaccio geniaccio Denise ti aiuteremo!”

“Ma chi siete? Io ti ho già visto… Non avevi una gemella… Non eri già venuta in mio aiuto tempo fa?” “Ahahahah, sì, Maestra! Ma lei è partita per un luogo molto molto lontano ed io ho trovato una valida sostituta!”

Gloria non attese nemmeno un istante, diede loro le mani del teatro e questo si trasformò in un luogo meraviglioso!

La data del saggio fu fissata mentre il Gigante più esilarante di tutti i Regni e Tempi –che per verosimiglianza chiameremo Matteo-, forgiava nella sua grotta le musiche sulle quali avrebbero realizzato gli incantesimi: “Una rivoluzione senza un ballo non è una rivoluzione che vale la pena di fare !”, continuava a ripetere… In realtà non si trattava di una rivoluzione, ma era impossibile farglielo capire.

E finalmente il giorno arrivò. Arrivarono ospiti ed abitanti da tutti i paesi vicini e lontani, lucenti nei loro abiti più belli. Nessuno sapeva cosa aspettarsi e mormoravano a voce bassa. Ad un certo punto si alzò il sipario ed iniziò lo spettacolo…

Lo spettacolo fu bellissimo e tutti, ma proprio tutti se ne andarono entusiasticamente incantati. Le Fatine ricevettero gli elogi degli abitanti ed un regalo che avrebbe potenziato i loro poter magici. Gloria ebbe onori, soddisfazioni e il dominio della scuola, mentre il Grande Mago Bruno sorrideva dall’alto della sua potenza.

E il Paese, dopo aver trionfato, si ampliò. L’anno successivo, infatti, un magnifico elfo, con poteri magici sconosciuti e caratterizzato da una simpatia trascinante –elfo che che per verosimiglianza storica chiameremo Matteino-, vi si trasferì e tanti, tanti giovani decisero di seguire i suoi insegnamenti.

“Siamo sempre pronti a d avere nuovi ospiti!”, esclamò Gloria.

E vissero tutti felici e contenti.

The End